venerdì 2 maggio 2014

Castelnuovo Magra

01/05/2014
Si va a Castelnuovo Magra per il 1 Maggio dei lavoratori

Partenza prevista : 9.30 a.m.
Si scende pronti e lanciati alla partenza ma il seggiolino di Leo è smontato e rimontarlo porta via quel quarto d'ora...

Partenza, ingresso dell'autostrada a Genova Ovest, 30 euro di benzina e via..
Il viaggio procede liquido con Battiato di sottofondo e 45 volte oh, oh callo (cavallo) di Vecchioni..

Oltre l'uscita di Brugnato i monti a monte, verdi, selvaggi ci parlano di Toscana ma mancano ancora una ventina di minuti alla nostra uscita, Sarzana.

Si vede il Magra immerso nella ghiaia che si snoda tra le montagne e il sole e le nuvole fanno pari e patta, ma il sole la spunta e spunta più considerevole.
Si gioca e si canta tra seggiolini e senza soste si esce a Sarzana.
La piana assolata guarda le alture ai piedi delle Apuane dove siamo diretti..

Aurelia nei pressi di Fosdinovo dove grandi fabbriche si alternano a campi, più vigne che altro; quando ad una svolta a sinistra si comincia a salire, il panorama cambia; curve e curve di vigneti ed ulivi dove l'olio e il vermentino sono DOP.

La stanchezza del viaggio si fa sentire, il sole si riflette sulle musicassette e il parabrezza, siamo a rischio vomito per Leo, mentre Viola si agita.
Si sale e si sale, parcheggiato tra le mura il panorama è molto bello, case sparse sulla piana, le rondini e la loro coda biforcuta (pronti,primavera e via!!) ci sfiorano basse. Tutto una distesa di vigne e giovani ulivi, il paese semi-arroccato si snoda salendo e mi ricorda la ruvida Carlomagno del libro di Maggiani. Siamo qui arroccati, tra i fratelli dei carraresi, gli ispidi lupi delle Apuane, gli Apuani ribelli e indomati dai Romani.
Il bianco del marmo è ancora lontano ma se ne sentono già i riflessi, il  verde ed il rosso dei tetti sono le due facce della stessa medaglia del panorama, i blu del cielo e delle lontananze digradano nelle montagne..
Dal punto più basso del paese entriamo nel piccolo centro storico e passando dal municipio ad una gialla chiesa di paese, ci ritroviamo in un piccolo corridoio dipinto coperto dove veniamo accolti da due piccole rondini che al nostro passaggio se ne volano dal nido che si sono costruite su una colonna della bassa volta, a portata di mano e di stupore!
Il passaggio porta alla fila esterna di case che prospettano sulle mura, affacciate a monte su colli che digradano verso nord.

La breve passeggiata ci porta in poco tempo alla piazza del Castello dei vescovi di Luni, dove vediamo i preparativi del pranzo organizzato dal Circolo del paese. Tavoli e gente, poca, un sound check molto rock, antipasti preparati.

Una piccola scaletta ci porta in basso al circolo dove troviamo i nostri compagni di viaggio ed almeno due bicchieri di buon Vermentino bianco della zona. Mentre Viola sale e scende e scende e sale le scale e i bimbi giocano sui due piani.


Due passaggi a palla sulla piazza, giochi di bimbi tra gli alberi del giardino del castello  e seduti a tavola per il pranzo dei lavoratori. 22 euro a testa, vino ad libitum, acqua da cercare (alla fontana) e 3 portate.

Antipasto con l'immancabile gnocco fritto, salumi e funghi (da supermercato...), grigliata di carne (bistecca,salsiccia,costina), farro per i vegetariani, fave e formaggio e pezzo di crostata .

Forse un po troppo 22 euro per la qualità del cibo, non per la quantità.
In attesa di essere serviti capolavori nascevano sulle tovaglie di carta...







Peccato per il sottofondo hard rock di provincia alquanto alto e molesto per tutta la durata del pranzo.. non ci si poteva parlare e molte persone erano infastidite da ciò..

Per allontanarsi dai volumi alti bambini e i "contenti" (lievemente) occupavano la piazza con palloni e nascevano spontanei torelli e passaggi liberi, sempre sotto l'imponente castello del Vescovo di Luni fulcro di potere nel XII secolo; tra rovina e nuove impalcature per un attuale recupero il castello ospitò nientemeno che Dante Alighieri (Dante doveva conoscere bene la zona.. cita anche la pietra di Bismantova nella Divina Commedia..)

Il pomeriggio passa tra la tavola, il vino, il pallone, Leo in bici (le bici..) e lo sciame di monopattini che scorazzavano senza tregua, gelati, La pozzanghera per i più piccoli, il secondo gruppo di soul ballabili (a tempo di calcio..).

La luce comincia a farsi  grigio-blu, nuvole coprono il cielo ed in comitiva andiamo all'altro versante della collina, una passeggiata tra profumi di fiori, ulivi con le reti appese a riposare  e odore d'erba appena tagliata.



Dopo aver visto tre cavalli (uno bruno e due neri) arriviamo al cimitero dove terminiamo il nostro training sportivo con una partita a 15 sui muri esterni delle tombe, mentre i bambini giocano con le bici e sui prati. Guardati con curiosità storica da un ventitreenne che all'università di Torino attendeva con profitto alle discipline matematiche e la cui tomba era inspiegabilmente precipitata all'esterno delle mura del cimitero...

Con la migliore luce verso le sette ritorno in paese a prendere l'auto, il castello tra gli alberi da quel versante luminoso è ben più maestoso e guardingo; in sette in auto copriamo le poche centinaia di metri fino al castello e dopo i saluti a luce di tramonto versante mare, ritorniamo verso l' aurelia, a valle, per entrare in autostrada e ritornare a Genova facendo in tempo a non fare spegnere del tutto la luce del giorno.
Rientro in città alle 21 ! Stanchi ma felici!







martedì 4 settembre 2012

Piemonte on the road


25/08/2012- 02/09/2012

1°giorno Genova- San Giacomo di Roburent
Caricata l'auto all'inverosimile (in realtà ben poca cosa..essendo l' auto inverosimilmente piccola..) e schiacciati tra i due mostruosi e antidiluviani seggiolini per auto sul sedile posteriore, partiamo alla volta del campeggio yoghy e bubu a San giacomo di Roburent dove avremmo trovato ad aspettarci mia sorella con famiglia più la nonna.. che nel frattempo arrivava da Genova in treno ( nella macchina non ci sarebbe mai stata ...).
Viaggio discretamente liscio con CSI (Linea gotica ovviamente... le zone sono queste..) e Mau mau (piemontesi anche loro ..).
A10 fino a Savona e A6 fino a Niella Tanaro. Colli di vari colori e dimensioni, frutteti e vigne ci portano (scortati da Mondovi..) fino alla conca dove sta il campeggio.
Pranzo sul tavolo  fuori dalla roulotte con gabbiotto in legno e pomeriggio di riposo a cercar more nel sottobosco e a tentare (e riuscire !!) di montare una nostra nuova amaca messicana tra due alberi .
Per Leo pomeriggio con le cuginette e le loro amiche a cucinare con pentole, pentoline e terra ai bordi di un piccolo ponticello ai piedi di un prato.. mentre Viola sul seggiolino guarda i rami dei pini muoversi (sicuramente penserà oramai sia la normalità dopo 1 mese di campeggio in una pineta in sardegna....).
Cena in gabbiotto di legno e partita a pinnacola d'obbligo in questi casi..

2°giorno

Colazione all'aperto...

e dopo un'altra mattina di giochi e inseguimenti vari per il campeggio pranzo sul tavolo di legno all'aperto e partiamo alla volta della Valsesia, nostra destinazione, riprendendo la A21 verso nord.
A 3 km da Nichelino, cintura sud di Torino ci fermiamo a fare benzina e memori della disastrosa fusione della nostra precedente auto, abbandonata poi in Francia.. decidiamo di fare controllare l'acqua. I due giovani e solerti (ed anche gentili!! davvero!!) benzinai ci consigliano caldamente di fermarci subito perchè il motore è caldissimo e in ebollizione .. assolutamente di non proseguire e di vedere di chiamare il carro attrezzi per farci riaccompagnare a casa .. Aci.. e cose simili... Incubo che si ripropone.. Disperazione più totale .. caldo, nervoso, Leo scappa, Viola al sole .. AIUTO.
Ripresa la calma decidiamo di entrare almeno a Torino e cercare un piccolo albergo per aspettare l'indomani e fare controllare l'auto in un'officina ( ovviamente era domenica... cosi come l'auto in Francia ci si è fermata indovinate quando? .. il 14 LUGLIO!!!).

Dalle parti del Lingotto troviamo un alberghetto (Hotel Galimberti in via Taggia) e ci sistemiamo riprendendo fiato e dopo aver controllato e chiesto di officine meccaniche in zona ci siamo rilassati e "rassegnati" a passare la notte li; esattamente di fronte all'hotel c'era un officina ( tutta quella zona di periferia pullulava di officine comunque...) consigliataci anche dall' uomo della reception.. buon uomo... un po ripetitivo ma buon uomo.... (GRAZIE!!)

Decidiamo di non perdere la serata e prendiamo un bus per Torino. Arrivati al capolinea passeggiamo piacevolmente nella zona pedonale intorno a via XX settembre e Via Po.. Semideserta e ombreggiata sembrava di rivivere in un Torino da Medio Evo.. una contrada senese.. zona di mercanti e imperatrici.
Arrivati in Piazza Castello è il momento di Leo e dei giochi d'acqua... e farlo venir via non fu impresa semplice...

Un po memori di Capossela, affascinati da questi mostri di legno e di metallo (...con un occhio solo..buoni da guardare...dinosauri in fila ad aspettare..) decidiamo di prenderne uno per arrivare fino a piazza Vittorio Veneto e attraversare il Po fino sotto la Gran Madre ai piedi dei colli . E' l'imbrunire e lo spettacolo del lungopo dal ponte ci convince della buona idea di essere usciti..

Sempre con in mente lo stesso album di Vinicio concludiamo la giornata con un aperitivo ai Murazzi guardando il fiume scurirsi sotto gli occhi della Gran Madre, la Superga e il Monastero benedettino illuminati e grandi palle colorate che cambiavano colore ascoltando delle ballate di Mannarino.
Affascinante il contrasto tra la terrazza all'aperto sul fiume, molto inn,  daiquiri,  buffet e l'interno del locale ( il locale d' inverno ) scuro, tetro, in pietra, quasi un centro sociale...(da Tanco del Murazzo appunto....).
Pizza al volo prima di tornare a dormire con un bus serale.

3°giorno

L'auto non aveva assolutamente nessun problema.. solo il fatto di aver aperto il tappo del motore a caldo (quando in effetti c'era scritto di non farlo almeno in 6 lingue..) doveva farmi diffidare dei due solerti benzinai. Grazie all'onestà del meccanico comunque...che non ha voluto assolutamente nulla...
Partenza alle 10 circa per Alagna Valsesia.. viaggio lungo, una sosta.. i bimbi sonnecchiano e alle 14.30 arriviamo finalmente al Campeggio Alagna tra Riva Valdobbia e Alagna Valsesia. Dopo l'autostrada imbocco della valle a Romagnano Sesia e chilometri di curve e piccoli e poco distanziati paesini in pietra stile Valdostano per arrivare in una valle che Valle d'aosta non è, anche se ne è al confine, solo una catena alpina divide le valli delle due regioni..
Eccoci finalmente a quota 1170 mt, il nostro obiettivo in fondo era quello di scappare dal caldo della città; ed eccoci accontentati, nonostante la giornata di splendido sole, il freschetto ci fa intuire che forse per la sera, i nostri vestiti non sarebbero bastati..
Il camping sta in una conca verde tra il fiume Sesia e il torrente Otro ed è circondato da due verdi montagne mentre sullo sfondo, più in alto le cime innevate delle prime propaggini del Monte Rosa.
L'accoglienza è delle migliori, la reception è gestita da un giovane del posto e dai proprietari, olandesi,
disponibili e cortesi. Un camino e diversi giochi per bambini (oltre al bar e al mini market) rendono il tutto piacevole e in stile montano. Degno di nota il gioco della Carambola, in legno, molto divertente.. e in perfetto stile montano. Tavoli e panche in legno, spazi per barbecue e due grandi aree per i bambini (2 tappeti elastici, ping-pong, calcetto !!!!!) rendevano l'insieme perfetto se il tempo avesse retto un po' di più nei giorni successivi..

La nostra casetta in legno era proprio quello che ci aspettavamo e avremmo voluto..
Ingresso con cucinina e dispensa in alto e 2 grandi camere da letto, una matrimoniale e una con ben 4 letti (a castello...); dal gabbiottino-ingresso dove mangiavamo una piccola finestrella dava sui monti e la luna la sera ci veniva spesso a trovare...


Finito di sistemarci andiamo a visitare il paese ...


Alagna Valsesia (IM LAND), Bandiera arancione, il più tipico dei paesi in stile walser, l'antica comunità di origine germanica che tuttora sopravvive in alcuni paesi di questa zona tra alto Piemonte, Svizzera e Valle d' Aosta. Unico lo stile architettonico delle case walser, tipiche case in legno a più piani con un caratteristico graticcio sulle facciate che serviva ai tempi per fare asciugare e seccare il fieno, la segale e gli altri prodotti dell'agricoltura..




Piccolo paesino diviso in piccoli rioni sviluppatisi salendo verso le alte valli ci concediamo passeggiate tra antiche case, fontane e attrezzi agricoli in un museo all'aperto ( insieme a Riva in effetti Alagna è un Ecomuseo.) Sebbene abitate (la maggior parte per le vacanze..) mantengono il loro aspetto originario e pupazzi di stoffa li "abitano" a testimonianza degli antichi stili di vita, abitudini e mestieri.


La sera ci concediamo una cena nel nostro "rifugio" a base di Toma e Nebbiolo comprato in un alimentari al paese. Questo formaggio tipico anche di queste valli ci accompagnerà molto spesso ...

4 giorno

La bellezza del mattino, del campeggio e del paese ci spingono a rimanere ancora nei paraggi  e, dopo un'altro pranzo a pane di segale e toma, visitarne la parte alta, con la chiesa e il cimitero affacciati sulla piazza principale...


fino a spingerci su e perdersi tra le frazioni più "vere", abitate dai veri alagnini..















E grazie a Leo abbiamo avuto il piacere di conoscere un'anziana abitante di Riale superiore e i suoi due gatti...

 Fontane tipiche di ogni grandezza, ideali soste per dissetarsi tutti...









...attraversamento dell'Otro
















...e le scarpine aperte di Leo (e l'indomani anche quelle del papà) non reggono più. Freddo e umidità ci portano dalla calzolaia del paese a comprare scarpe da trekking !!

La sera ci concediamo una cena in una trattoria tipica in frazione Dosso.. ci arriviamo in auto, nel buio più totale ne scendiamo, l'aria è fredda, ombre di cavalli si stagliano nel buio del prato sottostante quando tra le case ( senza un'insegna ben precisa.. o forse il buio ... ) una visione... Trattoria FUNN DISS. Entriamo e diciamo che solo la compassione del proprietario (due bambini in fascia, sperduti...) ci ha permesso di mangiare li dove la prenotazione era obbligatoria... La stanza in legno era piccola, 6-7 tavoli al massimo, si mangia quello che hanno preparato (niente liste..) ed ecco la Polenta più buona della valle(parola dell'olandese volante....), ai formaggi e alla salsiccia, unita a salumi tipici piemontesi, formaggio di capra dei loro alpeggi, panna cotta ai mirtilli e per chiudere grappa ai mirtilli sempre di loro produzione.
Be nient'altro da dire , imperdibile.

5° giorno
Dopo una mattinata di relax decidiamo di fare una piccola e facile escursione. La proprietaria ci accompagna fino alla cascata di Acquabianca con la loro auto ( le auto private senza pass non possono arrivarci.)


Da qui parte una facile escursione fino al Rifugio Pastore della durata di un'oretta abbondante (tarata sulla nostra andatura familiare...). Il sentiero non è molto ripido e i vari piccoli torrenti che lo tagliano sono per noi altrettante soste per poppate, pesca con rami, merende... La vista giù sulla valle è meravigliosa..
"Andammo nel bosco, vi erano due sentieri ... noi scegliemmo il più battuto...." ed è per questo che ci abbiamo  messo il doppio del previsto...
Dopo diverse cascate, panorami imperdibili, flora e fauna per intortare Leo a camminare ... passammo l'orto botanico e arrivammo finalmente al rifugio (1575 mt) e il grande pratone davanti al rifugio ci permette quel riposino pre-pranzo, che non fa mai male.





 L'aria però cominciava a raffreddarsi e il tempo a cambiare...cosi entriamo al rifugio per pranzare. Ci sistemiamo in un tavolo da cui, da un grande vetro, si vedeva l'alpe con sullo sfondo le meravigliose e innevate pendici del rosa. Una vista che valeva tutto, più del pranzo stesso (comunque polenta e altre bontà mica da poco..)
 Ma anche Viola si stava accorgendo che non ci era concesso cincischiare troppo... le montagne sullo sfondo venivano all'improvviso coperte da una folta coltre di nuvolacce...
 Comincia a piovere e siamo costretti ad aspettare fuori dal rifugio..tra ghiacciolo e qualche amaro in più aspettiamo che smetta...
Ci decidiamo a ripartire per tornare al piazzale della cascata quando ( Taaacc ) poco prima dell'arrivo giù grandine.. di corsa, ma non troppo per la paura di scivolare, prendiamo la via breve (ma più ripida!!) e in poco tempo zuppi arriviamo allo spiazzo dove c'era il pulmino (l'ultimo!!) che aspettava gli ultimi malcapitati. Decidiamo di non aspettare la signora che ci sarebbe dovuta venire a prendere e saltiamo sul pulmino pienissimo, zuppi, stanchi, in piedi.. Impietosita una signora prende Leo sulle ginocchia e, gentile, l'autista ci porta fin davanti al campeggio (si sarebbe dovuto fermare al paese ...).
Niente di meglio ora che fare una doccia calda e, fatta velocemente la spesa in paese, rinchiudersi nella nostra casettina di heidi a mangiare (patate con lo ZIGRU !! cioè  toma fresca grattuggiata con pepe nero, piatto tipico locale) e sentire la pioggia che tintinna sulle grondaie e sulle roulottes, sicuri di avere imparato che un vero Valsesiano gira sempre con l'ombrello in mano..( proverbio di qui...).


6°giorno

Il tempo non migliora, continua a piovere e siamo costretti a restare fermi al campeggio, cosi anche per la prima parte del pomeriggio. Dopo il sonnellino del dopo pranzo, in uno dei pochi momenti di non-pioggia in auto andiamo in frazione Pedemonte a visitare il museo Walser.
Solo cinque euro di ingresso (e solo per noi adulti..) per vedere una bellissima casa walser adibita interamente a museo con una decina di locali-stanze che spiegano la tipica architettura walser  e molti attrezzi e oggetti di uso domestico che, in una visita di un'oretta, ci hanno mostrato molto meglio di qualsiasi documentario la vita e le abitudini di questi popoli montani, quelli di un tempo e in parte ancora quelli di oggi (convivendo ovviamente con Pc portatili e antenne sky...).
Finita la visita con l'auto ci dirigiamo giù per la Valsesia.. costeggiando il fiume in 5 minuti  arriviamo a Riva Valdobbia dove decidiamo di fermarci a mangiare le Miacce (specie di piadine farcite in vari modi..dolci e salate.. ma prima un po di parchetto giochi per far conoscere a Leo i bambini del posto..(ovviamente ha legato e giocato unicamente con un bambino del sud-est asiatico...).
Piccolo incidente di percorso per Leo, che può succedere quando ci si diverte molto, e siamo costretti a ritornare in campeggio; ci eravamo dimenticati il cambio...
Ritorniamo al tramonto a Riva e ci fermiamo da Mario, un baretto-pub famoso per le Miacce nella piazza principale del paese (forse anche l'unica...). Quello che colpisce effettivamente è la chiesa completamente affrescata da un Giudizio universale che ricopre tutta la facciata (scopriremo solo a Varallo che fu dipinta da Gaudenzio Ferrari, il pittore più famoso della regione impegnato per molto tempo al Sacro monte di Varallo).

Interessante il pub che presenta nell'oscurità delle pareti e delle mensole un gran numero di vinili tra i più famosi della storia del rock (ricordo in particolare quella di Animals dei Pink Floyd col porco che vola sulle industrie ...), musica rigorosamente rock. Viola sembra perplessa , Leo è più interessato ad altro...



















7 giorno

Ha smesso di piovere e decidiamo di approfittare e prendere la funivia che dal paese porta a Pianalunga (2050 mt). Alle casse però ci sconsigliano la salita per Viola (in effetti 1000 mt in 15 minuti....), e cosi mentre il papà resta in paese a fare "shopping" (una calamita...) con Viola in fascia  sperando che non si svegli e con ciuccio a portata di tasca... la mamma sale con Leo.




domenica 29 aprile 2012

Parchi di Nervi

Una domenica estiva, la prima vera domenica estiva di quest'anno forse.. ci concediamo una gita al parco di Nervi, uno dei tre parchi gioiellini di Genova.. Per Leo e per noi! Armati di braghette corte e ben equipaggiati partiamo!! 
Il parco è attaccato alla stazione ferroviaria e questa si raggiunge in 30 minuti circa dalla stazione di Genova Principe, la "nostra" stazione. Viaggio indolore, la passione di Leo per le gallerie assorbe tutte le nostre attenzioni..
Arrivati al parco, essendo già ora di pranzo, prepariamo la nostra postazione pic-nic sotto un grosso pino vicino all'ingresso (la fame era già tanta..). Semi sdraiati sulla coperta con fondo impermeabile abbiamo mangiato panini con prosciutto e formaggio, frutta e ..noci.. sottratte agli scoiattoli..
Si, perchè la vera attrazione di questo parco sono loro, gli scoiattoli che, nonostante il fiume di gente (soprattutto bambini!!) che c'era, non si fanno spaventare e, ormai quasi "civilizzati" si avvicinano quasi alle mani al suono dei gusci di noce che vengono sbattuti tra loro. Ecco.. invece che comprarle al tabacchino della stazione..a prezzi impensabili.. conviene comprarle al supermercato sotto casa. 
Prima di andare a cercarli però.. è d'obbligo il riposino al fresco degli alberi. Con l'aiuto del mei-tai Leo si addormenta e per un'oretta buona sono soltanto uccellini, palloni e grida di bambini in lontananza..(un po come al mare, d'estate..) 




Bellissimo vedere gli scoiattoli che fanno scorta di noci!!! In pratica si avvicinano, aspettano che la noce sia in terra, la prendono, se la girano e rigirano davanti al muso con le zampe e poi, essendo già pieni come maiali (pensate a quante noci una domenica di sole durante un ponte!!!), scavano nella terra in un punto che sicuramente si dovranno ricordare.. e nascondono la noce alla velocità della luce!! Immaginate l' espressione a bocca a forma di "O" di Leo, ogni volta che vedeva tutto ciò.. anche se a volte bastava anche un merlo, degli uccellini, persino i piccioni... (anzi questi sembravano proprio i più divertenti da rincorrere..)



A questo punto abbiamo provato a spostarci sul grosso prato davanti alla villa ma la gente era davvero tanta e mentre io ho rischiato di essere accoppato più volte dalle centinaia di palloni che volavano dappertutto...Leo con la mamma ha giocato per un po con la palla.. ma tirando sempre nella stessa direzione finiva per perdersi  e dover essere inseguito...
Constatato che qui i bambini erano troppo grandi e agili per Leo ci siamo spostati in fondo al parco dove ci sono i classici giochi da parchetto...ma questi sono dei signori giochi.. sicuramente i più belli che abbia mai visto per Leo... scivoli diversi(anche quello con i rulli..dove i più piccoli spesso ci lasciano le dita....), ponti, navi,gallerie  tutti collegati tra di loro a formare un complesso davvero grande e soddisfacente.. paradiso dei centri estivi infatti...


tutto davvero molto bello e divertente  nonostante la VALANGA di bambini di ogni età. Leo termina le sue ultime forze passando da un gioco all'altro e dopo la pausa gelato ci siamo lentamente diretti verso la stazione per rientrare con calma e senza nevrosi da fretta..



... per scoprire che la giornata era veramente estiva e l'afflusso di turisti era tale che i treni come minimo, avevano un'oretta di ritardo mentre altri erano addirittura soppressi...
Con positiva rassegnazione ci siamo ritrovato a leggere libretti a Leo seduti sul marciapiede del binario  
della stazione tra frotte di ragazzi e turisti.. fortuna che la stazione di Nervi è in assoluto una delle più belle della Liguria..e non solo....